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curiosità

Sembra che questo oggetto “utile e discreto” sia nato dall'esigenza di rinfrescare la parti intime dei cavalieri francesi. Questi, dovendo passare molto tempo a cavallo, ma avendo poco tempo a disposizione, escogitarono un modo per dare sollievo alle parti del corpo più soggette ad irritazioni.

Una mattina il marchese d'Argenson andò a far visita a Madame de Prie, amante del duca Luigi Enrico di Borbone; entrando nel gabinetto da toilette, la sorprese seduta sulla sua “sedia di pulizia”, una vaschetta di spesso legno a forma di violino, supportata da uno sgabello a quattro piedi. Egli si volle ritirare immediatamente ma la nobildonna lo invitò a rimanere. Superato l'imbarazzo il marchese disse: “Permettete, Madame che io possa inaugurare questa vostra pulizia…”. Questa annotazione del 1726, nelle “Mémories” del ministro degli esteri francese Louis de Voyer, marchese D'Argenson, è la prima testimonianza dell'esistenza del bidet.
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- Nel XVIII secolo, un rivenditore dell'epoca, non avendo capito bene a che cosa servisse, lo proponeva al pubblico come custodia per violino.
- ll cardinale de Bernis fece un dono a Giuliana di Santacroce: un bidet in argento scolpito. La nobildonna, non sapendo a che cosa servisse, durante una sontuosa cena natalizia, lo usò come piatto di portata per un enorme capitone.
La storia del bidet si intreccia con quella della nobiltà francese. Alcuni esemplari vennero realizzati, oltre che per Madame de Prie, anche per la marchesa di Pompadour, la duchessa di Bedford e Madame de Talmont.

Nei registri contabili degli artigiani della prima metà del secolo XVIII era denominato “sedia di pulizia” ma sembra che sin dall'inizio si impose, a causa della posizione che si doveva adottare per sedersi su di esso, il termine di bidet, ovvero ‘pony'.
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1726 Prima testimonianza dell'esistenza del bidet (Mémories di Louis de Voyer, Marchese D'Argenson)
1739 Cominciarono a circolare per Parigi alcuni dèpliant che reclamizzavano il bidet.
1741 Il pittore François Boucher fu il primo a rappresentare, nel dipinto “La toilette intime”, una dama intenta alle sue abluzioni intime sul bidet.
1837-1901 Durante l'era Vittoriana, il bidet venne spostato dalla camera da letto al bagno.
1928 “La Rinascente” incluse nel suo catalogo, tra gli articoli da toilette, il bidet. Lo slogan “che la vaschetta servisse alle persone malate” era un alibi dei commercianti per non offendere il pudore dei loro clienti; infatti la borghesia riteneva che il bidet fosse uno strumento di lavoro delle donne perdute e lo tollerava solo come oggetto atto a persone non sane.
1957 Hans Maurer, cittadino svizzero progettò il primo “douche WC”, l'antenato di aqualet.
Da un'inchiesta condotta nel 1995 dal settimanale francese “L'Express”, risulta che la Francia, patria della “sedia di pulizia”, sia soltanto al terzo posto nell'uso del bidet. La precedono l'Italia ed il Portogallo. In classifica agli ultimi posti si trovano la Germania, e l'Inghilterra.
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